Pochi sono gli alimenti cui porre una particolare attenzione, nonostante abbondino i consigli e le proibizioni; infatti, ogni cultura ha i “suoi” alimenti proibiti in allattamento, spesso non vietati in un’altra. La chiave è naturalmente quella di non strafare con nessun alimento. La soluzione risiede nella varietà: se si varia, bisogna per forza diminuire le quantità di ogni singolo alimento.

L’unica eccezione a questa regola è quando esiste il fondato sospetto che il cibo in questione possa causare allergie o intolleranze nella mamma o nel bambino. A volte i principali imputati sono proprio i cibi “preferiti”, o che sono consumati in quantità maggiori rispetto agli altri: spesso sono quelli implicati nelle allergie. In ogni caso sarà bene escludere l’alimento sospetto dalla dieta materna osservando le reazioni e cercare di reintrodurlo con gradualità dopo un certo lasso di tempo.

Una modesta quantità di caffè (una-due tazzine al giorno) è solitamente ben tollerata dai bambini. È bene ricordare che la caffeina è presente anche in molte bevande (per esempio le le bevande industriali analcoliche), come anche che esistono sostanze analogamente eccitanti (la teina nel té, la teobromina nel cioccolato); non c’è un divieto assoluto a consumarle, però è valida la regola di limitarne il consumo totale.

L’alcool è una sostanza che si trasferisce con rapidità ed efficacia nel latte materno. Mezzo o un bicchiere di vino al giorno, consumati insieme al pasto hanno un effetto assai minore di qualcosa di più alcoolico consumato lontano dai pasti e sono solitamente permessi alla madre che allatta. La stessa regola vale per il consumo di birra, sfatando la vecchia credenza che la birra faccia latte.