La maggior parte dei farmaci presi dalla madre compare nel latte. La cosa importante non è questa, bensì quanto la sostanza venga assimilata dal bambino e quali effetti potrà avere.

Vediamo cosa è utile:

· I neonati e i prematuri hanno una minore capacità di metabolizzare i farmaci rispetto ai bambini più grandi. Un farmaco che può non andare bene da prescrivere alla madre di un neonato può essere dato senza timore alla madre di un bambino più grande.

· La quantità di sostanza che il bambino assume dipende dalla quantità di latte che egli prende dal seno. Un bambino di sei mesi allattato in modo esclusivo prenderà un volume di latte maggiore di un lattante più piccolo, oppure di un bambino grandicello che poppa soprattutto per confortarsi.

· Alcune sostanze rimangono più di altre in circolo nell’organismo materno. Per il metabolismo del bambino può essere più facile gestire i farmaci ad azione rapida piuttosto che quelli che vengono rilasciati nell’arco di 12 o 24 ore.

Queste informazioni sono tecnicamente espresse dall’emivita (quanto tempo occorre affinché tale concentrazione si dimezzi) e dal picco plasmatico (dopo quanto tempo il farmaco raggiunge la massima concentrazione nel sangue).

· Qualche volta per il medico è possibile calcolare l’emivita di quel farmaco, cioè il momento in cui la concentrazione della sostanza nel circolo sanguigno materno è al livello minimo, basandosi sul metabolismo del farmaco. A questo punto si possono regolare i tempi di somministrazione in modo che il bambino abbia l’esposizione minima a quella data sostanza. In ogni caso questa strategia non è pratica quando il bambino poppa spesso oppure ha ritmi di allattamento imprevedibili. Una situazione molto comune, in verità, ma questa può essere una strategia per mamme con bimbi con ritmi più cadenzati.

· È vero che i farmaci nuovi promettono un’azione più rapida o meno effetti collaterali rispetto ai prodotti più vecchi, però possono essere carenti di informazioni su quali effetti abbiano sul lattante. Talvolta la madre e il medico possono decidere di usare un farmaco tradizionale, se è accertato che sia sicuro per il bambino.

· A volte si può rimandare una terapia fino a quando il bambino non sarà più grande o non starà più poppando così spesso.

· Il dottore che sta prescrivendo un medicinale alla madre dovrebbe consultarsi col pediatra, prima di suggerire la fine dell’allattamento. Rispetto ad altri specialisti, i pediatri spesso hanno più informazioni su come i farmaci passino nel latte. Quando la madre e il pediatra non sono sicuri sull’uso di un farmaco, in genere possono sorvegliare il bambino per vedere se ci siano effetti collaterali. In Italia inoltre è attivo il Centro Antiveleni Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che risponde al numero verde 800 88 33 00 ed è composto da uno staff di medici pronti a rispondere a domande sulla compatibilità farmaco-gravidanza e farmaco-allattamento.