Al giorno d’oggi, una donna che voglia essere madre e allattare i propri figli può incontrare alcuni ostacoli. Potremmo pensare che sia tutta colpa della società attuale, ma se guardiamo indietro scopriamo che sessant’anni fa la situazione era ancora più complicata.
Negli anni ‘50, infatti, era opinione condivisa che i bambini andassero nutriti con le “miracolose” formule artificiali, seguendo punto per punto le indicazioni del pediatra. Le mamme erano incoraggiate a non fidarsi del proprio istinto materno.

Ma sette donne non la pensavano così. Come disse Edwina Froehlich, una delle Fondatrici de La Leche League: “Nutrire il proprio figlio con il latte del proprio corpo era un dono che solo una donna poteva fare al proprio bambino. Volevo davvero che le donne lo capissero e fossero orgogliose di essere donne”. La certezza che allattare fosse la cosa più naturale e giusta per madre e figlio spinse sette normali e incredibili donne ad attivarsi per aiutare le mamme che si rivolgevano a loro in cerca di sostegno.

La rivoluzione ebbe inizio per caso, nel luglio 1956, quando Mary White e Marian Tompson stavano partecipando a un pic-nic del Christian Family Movement.
Mentre loro due allattavano sotto gli alberi, alcune altre madri erano alle prese con biberon da tenere in fresco prima e riscaldare poi. Queste madri andarono da Mary e Marian e dissero loro quanto avrebbero voluto poter allattare, ma per vari motivi non ci erano riuscite.
Si resero conto così che i problemi che queste mamme avevano incontrato al momento di iniziare l’allattamento erano piuttosto diffusi e si convinsero che ognuna di quelle mamme avrebbe potuto allattare il proprio bambino, se solo qualcuno avesse dato una risposta alle loro domande.

Decisero quindi di organizzare quello che anni dopo si sarebbe chiamato gruppo di auto-aiuto e chiamarono altre mamme che pensavano avrebbero voluto partecipare. Marian telefonò ad Edwina Froehlich, che a sua volta invitò Viola Lennon. Mary contattò Mary Ann Kerwin, sua cognata, e Mary Ann Cahill, che pensò di coinvolgere Betty Wagner.
Le sette amiche si incontrarono diverse volte durante l’estate e l’inizio dell’autunno per definire il programma d’azione del loro “Gruppo per l’allattamento materno”. In quei mesi si prepararono cercando le poche informazioni scientifiche disponibili sull’argomento e suddividendosi gli incarichi. Infine stabilirono che la formula vincente per promuovere l’allattamento materno consisteva nell’informare, incoraggiare e sostenere.

Apparve evidente come le due principali preoccupazioni delle neo-mamme fossero quelle di non avere abbastanza latte e che il loro latte non fosse adatto per il bambino. Al momento di imparare ad allattare, i suggerimenti ricevuti direttamente da altre mamme avevano costituito, per ciascuna di loro, un aiuto prezioso: fu così che ognuna delle sette Fondatrici mise a disposizione della neonata organizzazione la propria storia, le proprie esperienze e le proprie capacità personali.

Il primo incontro ufficiale si tenne il 17 ottobre 1956 a casa di Mary White a Franklin Park, in Illinois (Usa) e vi presero parte le sette Fondatrici e cinque loro amiche in attesa di un bambino. L’incontro ebbe un tale successo che venne ripetuto ogni mese, e ben presto fu necessario organizzare due diversi gruppi per poter accogliere tutte le partecipanti.

 

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Nella foto qui sopra da sinistra Mary Ann Cahill, Mary Ann Kerwin, Marian Tompson, Edwina Froehlich, Viola Lennon, Mary White al Convegno de LLLInternational di Chicago nel 2006.


Durante questi incontri si parlava di posizioni efficaci, di ragadi e reflussi, ma si parlava anche di alimentazione per tutta la famiglia. All’epoca, infatti, nessuno si poneva domande sulla qualità del cibo, sulla presenza eccessiva di conservanti e zuccheri, ma grazie all’aiuto del dottor Gregory White (marito di Mary White), del dottor Herbert Ratner e della dottoressa Adelle Davis, le Fondatrici impararono l’importanza di un’alimentazione sana, e di quanto sia meglio consumare i cibi il più vicino possibile al loro stato naturale. Decisero che sarebbe diventato uno degli argomenti degli incontri con le mamme.

Un altro argomento a cui le Fondatrici tenevano molto era la partecipazione attiva al parto, in un'epoca in cui non era insolito partorire in anestesia totale e di certo senza poter avere accanto i propri compagni. Erano profondamente convinte che si potesse partorire naturalmente, senza anestetici o antidolorifici: proprio l’opposto delle pratiche di quel periodo, in cui le madri venivano stordite (anche con il gas esilarante, molto di moda a quell’epoca) e non partecipavano attivamente al parto. Partorivano in casa solo le donne che non potevano permettersi il ricovero in ospedale. Edwina scandalizzò parenti, amici e semplici conoscenti, quando decise di dare alla luce il primo figlio in casa alla ragguardevole età (per l’epoca) di 35 anni.
Mary White disse: “Sapevamo che era contro natura che le madri fossero separate dai loro bambini. Sapevamo che le madri avevano bisogno di essere sveglie e coscienti, senza farmaci o medicinali, così da poter allattare il prima possibile dopo la nascita. Ci sono voluti anni di ricerca perché la comunità medica accettasse questa verità, che era così ovvia per noi.”

Parallelamente agli incontri, fin dagli esordi La Leche League pensò di offrire informazioni e sostegno anche attraverso delle pubblicazioni. Il libro de La Leche League che ha avuto maggior successo – L’Arte dell’Allattamento Materno (in inglese: The Womanly Art of Breastfeeding) – fu concepito come un “corso per corrispondenza” destinato alle mamme che abitavano troppo lontano per partecipare agli incontri.
Viola Lennon ricordava che all’inizio non sentiva la necessità di scrivere un libro, ma cambiò opinione in seguito alle richieste delle madri provenienti da tutti gli Stati Uniti.
Nei primi tempi, ogni copia del libro veniva spedita insieme ad una lettera personale di incoraggiamento. La prima edizione di The Womanly Art of Breastfeeding, datata 1958 e fino ad allora venduta sotto forma di fogli sciolti raccolti in fascicoli, venne revisionata ed ampliata nel 1963, e divenne il famoso libro blu. Nei diciotto anni che precedettero la successiva revisione, effettuata nel 1981, ne furono vendute più di un milione di copie.
Nel 1983, una nuova edizione del Manuale fu concessa in licenza alla casa editrice New American Library (ora Penguin, USA). Le successive edizioni del libro datano 1987, 1991 e 1992, 2001 e 2004.
Nel 2010 l’edizione più recente è stata concessa in licenza alla Ballantine Books.
L’Arte dell’Allattamento Materno, tradotto e adattato a partire dalla 4a edizione americana, è stato pubblicato in italiano nel 1990 ed è giunto oggi alla seconda edizione ed alla tredicesima ristampa.

Le sette Fondatrici forse non sarebbero riuscite nella loro impresa senza il supporto del dottor Gregory White, un uomo molto disponibile e generoso, che condivise con loro il proprio sapere medico a sostegno di tutto quello in cui loro credevano. A differenza della stragrande maggioranza dei suoi colleghi dell’epoca, non aveva una fede smisurata nelle capacità dei dottori, degli ospedali e delle medicine.
Soprattutto, era convinto che il corpo umano fosse perfettamente in grado da solo di compiere ciò per cui era biologicamente programmato. Era inoltre sicuro che, più di ogni altra cosa, una madre che allatta abbia bisogno del sostegno di un’altra madre che abbia allattato. I coniugi White diventarono un punto di riferimento per le madri di tutto il mondo, che chiamavano e scrivevano per avere quelle informazioni che non era possibile reperire da nessun’altra parte.

Le sette Fondatrici volevano solo aiutare le mamme ad allattare; non potevano immaginare quanto impatto avrebbero avuto in campo medico. Il primo passo in quella direzione fu compiuto nel 1961: il dottor Herbert Ratner, mentore del dottor White, portò Betty, Edwina, Marian e Mary a un congresso di medicina a Chicago in cui si parlò di madri e bambini del Terzo Mondo.

Le condizioni in cui vivevano erano da spezzare il cuore: i bambini erano malnutriti e molti morivano di fame. Non c’erano abbastanza soldi e igiene per sfamarli con la formula artificiale; eppure a quei dottori non passava nemmeno per la mente di aiutare quelle mamme ad allattare, pratica che - grazie al massiccio intervento delle case produttrici occidentali di formula artificiale - era caduta nell’oblio tanto quanto nei paesi più ricchi. Erano convinti che quelle donne non fossero più in grado di produrre latte.

Poco tempo dopo il dottor Ratner portò Marian - la portavoce della Leche League – ad un altro convegno di medicina, ma stavolta la fece intervenire insieme agli altri relatori. Lei era entusiasta, ma così nervosa che si comprò un rossetto chiamato “Audacia” per farsi coraggio.
Andò molto bene: Marian fu subito accettata in qualità di “esperta di allattamento”, nonostante non avesse lauree e titoli come gli altri relatori. Fu solo l’inizio di altri eventi con dottori e studenti di medicina, a cui le Fondatrici parteciparono per condividere le proprie conoscenze con tutti coloro che volessero ascoltarle.
In un’occasione, a Mary Ann Kerwin venne chiesto di portare con sé una mamma che allattasse il proprio figlio, perché dottori e studenti non avevano mai visto allattare un bambino!

La Leche League divenne così un punto di riferimento anche per la comunità medica e scientifica
e i dottori si passavano l’un l’altro i recapiti delle Fondatrici per poterle contattare in caso di necessità. Molti medici e ostetriche collaborarono con La Leche League nel corso dei decenni, offrendo le proprie competenze a sostegno dell’allattamento e della sua importanza.


L’organizzazione stava crescendo. Ormai non si poteva più pensare di gestirla da casa: nel 1963 per la prima volta fu assunta un’impiegata per aiutare nel disbrigo della corrispondenza e La Leche League (il cui nome è ispirato alla “Nuestra señora de la leche y buen parto”, ovvero “Nostra signora del latte e del buon parto”) prese in affitto il suo primo ufficio, costituito da un’unica stanza.
Oggi la sede internazionale dell’organizzazione è a Raleigh, in Carolina del Nord (USA); ha diversi dipendenti che curano gli ordini da evadere, ricevono le quote associative, rispondono alle richieste, seguono le pubblicazioni, aggiornano gli archivi sulle ricerche nel campo dell’allattamento, cercano sovvenzioni e raccolgono fondi, organizzano conferenze e seminari e svolgono le funzioni amministrative dell’organizzazione.

L’Atto Costitutivo de La Leche League fu redatto nel 1963, e nel giugno 1964 essa assunse il nome ufficiale di “La Leche League International”. Sempre nel 1964, La Leche League tenne il suo primo congresso al Knickerbocker Hotel, al centro di Chicago - un’impresa insolita per un gruppo di mamme con bambini!
Da allora La Leche League ha tenuto congressi in moltissimi Stati degli Stati Uniti, in Canada, e in tantissime altre nazioni del mondo (in Italia, oltre agli incontri mensili e a molti incontri con operatori, si organizza da anni il Seminario scientifico nazionale “Giornata dell’allattamento” per operatori della salute).

Oltre a tenere incontri con le mamme e a confrontarsi con i dottori, le Fondatrici iniziarono a formare nuove Consulenti negli Stati Uniti. Infatti, molte delle mamme che scrivevano alle Fondatrici chiedevano di poter creare Gruppi de La Leche League all’interno delle loro comunità.
Tali iniziative furono incoraggiate, ed in breve tempo La Leche League poté contare nuovi Gruppi in Ohio, Missouri, Colorado, Canada e Messico.
Questa espansione così rapida cominciò a preoccupare le Fondatrici, che desideravano che l’organizzazione si facesse portatrice di un ben preciso modo di concepire la maternità e l’allattamento e desideravano che le mamme, a qualsiasi gruppo appartenessero, ricevessero lo stesso tipo di informazioni e di sostegno.
Emerse quindi la necessità di stabilire un modo di procedere uniforme, valido per chiunque fosse interessato a creare un nuovo Gruppo LLL, e di fissare procedure per tenere i contatti con le Consulenti e i Gruppi in tutto il mondo. Fu così che si giunse nel 1964 alla costituzione dei Dipartimenti delle Consulenti e delle Tirocinanti.

Nel 1965 Doris Haire, Consulente del New Jersey, fece prendere una piega inaspettata agli eventi: decise di spedire una copia de The Womanly Art of Breastfeeding alla Principessa Grace di Monaco (Grace Kelly), incinta del terzo figlio, insieme a un’iscrizione onoraria a La Leche League. La Principessa rispose: accettava con piacere di essere un membro onorario e si congratulava per “l’interessante e utilissimo lavoro” a sostegno di tante madri.
Così, quando arrivò il momento di organizzare il convegno del 1971 a Chicago, decisero di chiedere alla Principessa di partecipare e tenere il discorso durante la cena di gala. A pochi mesi dal convegno, la Principessa rispose di sì. L’ufficio che avevano allestito qualche anno prima esplose di gioia: non solo la Principessa era molto amata dal popolo statunitense; era anche una madre che aveva allattato tutti e tre i figli, nonostante potesse scegliere qualsiasi alternativa. Quale esempio migliore per le giovani madri?

Il discorso della Principessa, scritto di suo pugno, era un preciso impegno nei confronti dei figli e dell’allattamento. La Principessa si paragonava a qualunque altra madre, dicendo che anche per lei la famiglia veniva prima di tutto e che persino gli affari di Stato dovevano aspettare.
Le Fondatrici e la Principessa rimasero in contatto ed ebbero occasione di incontrarsi ancora negli anni successivi. Edwina disse: “La Principessa Grace diede un contributo tangibile nel conferire status e riconoscimento all’allattamento in questo Paese”.

Gli anni passavano e l’impegno richiesto cresceva. Alla metà degli anni ’70 ci si rese conto che le Consulenti de La Leche League non potevano offrire il tipo di assistenza di cui alcune madri avevano bisogno: essendo volontarie, con figli anche piccoli, non potevano dedicare troppe ore a consulenze individuali.
Quando fu proposto di istituire un programma di formazione per consulenti professioniste, La Leche League offrì materiali di studio e seminari professionali. Il Lactation Consultant Department fu creato nel 1982 e due anni dopo fu la volta dell’International Board of Lactation Consultant Examiners, un ente indipendente preposto alla valutazione e all’accreditamento delle consulenti professionali IBCLC.

Nel 1991 La Leche League si unì ad altre organizzazioni per creare il World Alliance for Breastfeeding Action (WABA), una rete globale a sostegno e promozione dell’allattamento.
Nelle parole di Rebecca Magalhães, ex-Direttore dell’International Action and Development, LLLI: “Avere una voce in queste coalizioni nazionali e internazionali ci ha permesso di mantenere alla ribalta l’importanza dell’allattamento. Ci ha dato una voce e l’opportunità di promuovere e proteggere l’allattamento. Abbiamo richiamato l’attenzione sul fatto che l’allattamento è importante per la sopravvivenza del bambino in molte parti del mondo”.

Il sostegno delle Consulenti alle madri è andato oltre il fornire informazioni corrette e incoraggiamento: La Leche League ha anche aiutato le mamme che affrontavano battaglie legali per allattare i propri figli sul posto di lavoro o che stavano divorziando dai propri mariti, ed è stata il punto di riferimento per gli studi sul latte materno – argomento che diveniva sempre più interessante man mano che il numero di madri che allattavano saliva. L’Associazione metteva in contatto i ricercatori con le madri che allattavano, ma solo dopo essersi assicurata – tramite il Research Review Committee (Comitato di Consulenza Scientifica) istituito nel 1974 – che gli studi fossero meritevoli e non danneggiassero le madri e/o i bambini in alcun modo.

Il Comitato di Consulenza Scientifica è composto da medici e operatori sanitari provenienti da tutte le parti del mondo e fornisce consulenza sui problemi medici e valutazioni sui risultati delle ultime ricerche. Al Comitato si affiancano anche medici che prestano la loro opera in qualità di membri del Medical Associates Program.

Le rivoluzioni hanno bisogno di tempo. Mentre La Leche League cresceva e si trasformava nella più importante organizzazione internazionale a sostegno dell’allattamento, dottori, ostetriche e operatori sanitari cominciarono molto lentamente a mettere in discussione le tesi dell’epoca.
Nel 1979 finalmente l’American Academy of Pediatrics (AAP) e la Canadian Pediatrics Society sostennero per la prima volta l’allattamento, e così fece l’Organizzazione Mondiale della Sanità, quello stesso anno, tramite una dichiarazione pubblica.
Nel 2001 l’OMS cominciò a sostenere l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi. Dal 2003 l’AAP raccomanda inoltre che le mamme stiano con i propri figli fin dalla nascita senza interruzione e che li allattino spesso, ogni volta che il bambino vuole e senza aspettare che pianga.

Finalmente il mondo della medicina sostiene a gran voce ciò che sette donne ripetevano fin dal 1956: che i bambini sono nati per essere allattati.

Oggi La Leche League è un’organizzazione internazionale con circa 6000 Consulenti in 77 Paesi del mondo, ma il suo scopo è rimasto sempre quello di fornire informazione e sostegno da-mamma-a-mamma, tali da garantire alla neomamma tutta la sicurezza di cui ha bisogno per poter allattare il suo bambino. Le Consulenti de La Leche League forniscono incessantemente alle mamme questo tipo di sostegno personale tramite gli incontri mensili di persona o digitali, l’assistenza telefonica o elettronica e la distribuzione di pubblicazioni.

 


Roberta Toppetta – Pavia
Revisione di Carla Scarsi e E. Fumagalli