• Quando il bambino poppa dal seno (o estrai il latte con le mani, o il tiralatte è al lavoro), vengono stimolate le terminazioni nervose del capezzolo e dell’areola. Queste fanno partire una cascata di ormoni che, mandando segnali all’ipofisi, avviano la produzione di prolattina e ossitocina poi secrete nel circolo sanguigno.
    Il rilascio di prolattina stimola le cellule alveolari a produrre latte e l’ossitocina è responsabile del rilascio nei dotti del latte prodotto ed immagazzinato negli alveoli in attesa che qualcuno lo chieda; l’ossitocina svolge questo ruolo inducendo la contrazione dei muscoli che contornano gli alveoli. In questo modo il latte viene spruzzato fuori dal seno stesso, che collabora col bambino!

    Questo fenomeno, grazie all’azione finale svolta dall’ossitocina, prende il nome di riflesso di emissione, riflesso di eiezione, discesa del latte o calata... Molti dialetti lo chiamano ancora in modo diverso.
    Il riflesso di emissione può verificarsi anche senza la stimolazione fisica della suzione del bambino; per esempio alcune madri raccontano che “la calata” si verifica ogni volta che sentono piangere un bambino, proprio o altrui.

    Durante la poppata possono verificarsi più riflessi di emissione successivi: a differenza da quanto accade col biberon, da cui il latte esce in modo costante, il latte esce dal seno “a ondate”, che potresti riconoscere osservando il cambiamento nel modo di succhiare del tuo bambino o per una sensazione di formicolio nel momento in cui il latte inizia a fluire.

    Molte donne avvertono questa sensazione solo nelle prime settimane, alcune solo in occasione del primo riflesso di emissione, altre non la avvertono mai: non è certo un problema. La quantità o la qualità del latte non ne sono modificate.

    Puoi approfondire tutti gli aspetti dell’anatomia del seno al lavoro in questo articolo Anatomia di un seno al lavoro.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • di F. Raillhet, H. Declerck, H. Perez, Les Dossiers de l’Allaitment, n.28, luglio-settembre 1996. Traduzione pubblicata in "L'allattamento moderno" n. 16, autunno 1997. Traduzione di Margherita Colaci e Silvia Colombini

     

    Il riflesso di emissione forte è una situazione frequente e spesso disorientante,poiché può portare a sintomi, conseguenze e terapie differenti a seconda delle madri. Le conseguenze principali sono: un neonato che soffre di coliche e una madre stressata e scoraggiata. Non sempre è possibile trovare un rimedio totalmente efficace per questa situazione, che molto spesso migliora solo con il tempo. D’altronde, alcuni suggerimenti possono rendere il momento dell’allattamento più gratificante per la madre e per il neonato.

    Il riflesso di emissione è il meccanismo di rilascio del latte: l’espulsione attiva del latte fuori dalla ghiandola mammaria, provocata dalla contrazione delle fibre muscolari (cellule a canestro) che circondano gli alveoli. Il riflesso di emissione è stimolato dall’ossitocina. Una quantità variabile di latte si raccoglie nella mammella tra una poppata e l’altra. In particolare, il primo latte della poppata, accumulato nei seni lattiferi situati sotto le areole, incoraggia il neonato a poppare, cosa che scatenerà i riflessi di emissione. Tutte le madri hanno riflessi di emissione a intervalli di pochi minuti, anche se, generalmente, solo il primo viene percepito.

    I possibili segnali sono:

    · Sensazione di tensione mammaria, prurito, formicolio al seno.

    · Fuoriuscita di latte dal seno succhiato e, spesso, dal seno opposto.

    · Contrazioni uterine (nel periodo immediatamente post-partum).

    · Sensazione di rilassamento e di sete da parte della madre.

    · Cambiamenti nel ritmo della suzione del neonato: da rapido, diventa lento e regolare, con deglutizioni ogni 1 o 2 movimenti di suzione.

    · Comparsa di latte agli angoli delle labbra del neonato.

    Per alcune madri questo riflesso è molto forte; il latte può schizzare fuori con violenza anche a distanza di un metro o più. Il problema per queste mamme è: “troppo e troppo veloce”. Una tale quantità di latte, che arriva con tanta forza, potrebbe superare le capacità di deglutizione del neonato. Per alcune madri questo si accompagna ad una secrezione di latte molto abbondante, così come per altre la secrezione di latte è “normale”.

    Le conseguenze e i metodi per ovviare a questa situazione, quindi, variano a seconda delle circostanze e dell’età del neonato.

    Durante le prime settimane

    Alcune volte la mamma capisce qual è la natura del problema, poiché vede il suo latte schizzare fuori con una tale forza che il suo bambino rimane quasi "soffocato" durante la poppata. Generalmente, però, succede che lei non capisce il comportamento del suo bambino, che semplicemente si divincola e si stacca dal seno, e lei resta disorientata. Per questo motivo, la descrizione che la mamma potrebbe dare del problema potrebbe essere:

    · il mio bambino ha le coliche

    · il mio bambino vomita spesso

    · il mio bambino ha il reflusso

    · al mio bambino non piace ciucciare

    · il mio bambino è troppo ingordo, ha una suzione troppo forte

    · non ho abbastanza latte

    · ho troppo latte

    · il mio bambino è allergico al mio latte.

     

    I sintomi

    Possono variare molto, e molti di questi possono avere altre cause. Bisognerà quindi riflettere bene prima di attribuire questi sintomi a un riflesso di emissione troppo forte.

    Þ Molto spesso il neonato ha una curva di crescita soddisfacente; il suo aumento di peso può anche essere di una rapidità impressionante. Inzuppa i pannolini; ha frequenti evacuazioni solide che possono essere verdi e schiumose, poiché all’inizio della poppata egli ingerisce molta aria e/o molto del primo latte, ricco di lattosio, e ciò accelera il passaggio delle feci nell’intestino e aumenta la fermentazione. Il neonato è tonico e sveglio. Può avere una suzione vigorosa. Alcuni neonati possono fare poppate molto corte (qualche minuto per volta) e/o poppano solo per mangiare, non per appisolarsi o per consolarsi.

    Þ Il principio della poppata avviene generalmente bene per poi peggiorare non appena sopraggiunge il riflesso di emissione: davanti al flusso di latte il neonato tossisce, s’ingozza, sputa, deglutisce rumorosamente...Alcuni neonati riescono a tenere sotto controllo il problema lasciando colare il latte, mentre altri si staccano dal seno urlando, oppure ve ne sono alcuni che si rifiutano del tutto di prendere il seno.

    Þ Il neonato è spesso agitato durante la poppata, e può dare l’impressione di essere continuamente affamato e succhiarsi frequentemente le dita, il che potrebbe far credere alla madre di non avere abbastanza latte.

    Þ Il neonato rigurgita spesso.Soffre di coliche e piange per ore. Ha molta aria nella pancia perché ingurgita molta aria durante la poppata. Dorme male, si sveglia spesso, soprattutto durante il pomeriggio e la sera, cosa che, una volta di più, dà alla madre l’impressione di non avere abbastanza latte.

    Þ Sebbene la maggior parte delle donne quasi non percepisca il primo riflesso di emissione, la mamma potrebbe sentirne diversi durante la poppata,provocando dolore sufficiente da indurla a limitare il tempo in cui il neonato e attaccato al seno. Nell’immediato post-partum questi riflessi d’emissione possono essere accompagnati da contrazioni uterine, anche queste a volte dolorose.

    Þ Può accadere che una madre abbia lo stesso problema con diversi figli successivi.Ella potrebbe quindi descrivere neonati molto tonici, con una suzione molto forte. È possibile che un simile quadro clinico sia il risultato della compresenza di una predisposizione materna con una particolare maniera di succhiare del bambino.

     

    Riconoscere il problema

    Non si incontrano obbligatoriamente tutti i sintomi sopra descritti; alcuni neonati tollerano la situazione meglio di altri. Dall’altro lato, non bisogna dimenticare che i neonati che non ricevono abbastanza latte possono presentare un certo numero di sintomi simili, quali l’irrequietezza al seno il pianto frequente e il desiderio di poppare frequentemente.

    Sarà quindi necessario valutare accuratamente la situazione, fino a quando non sarà risolta, poiché un riflesso di emissione troppo forte potrebbe anche provocare una stagnazione staturo-ponderale, se il rifiuto del neonato a poppare è particolarmente accentuato. Sarà indispensabile tenere sotto osservazione la curva di crescita, e seguire la frequenza delle evacuazioni liquide e solide. In ogni caso, l’insieme dei seguenti sintomi sarà indicativo:

    Þ Il comportamento del neonato durante la poppata e in particolare al momento del riflesso di emissione.

    Þ Una gran quantità di pannolini bagnati.

    Þ Una crescita ponderale soddisfacente o rapida.

    Þ Uno sviluppo normale

    Þ L’assenza di patologie nel bambino.

     

    Alcuni suggerimenti

    Le tecniche suggerite potranno essere diversamente efficaci a seconda delle madri. Bisognerà quindi perseverare e provarne parecchie, trovando quelle che si adattano meglio a al proprio caso.

    Þ Staccare il neonato dal seno al momento in cui si manifesta il riflesso di emissione e lasciar colare il latte(preparare un asciugamano per tamponare o un bicchiere o una tazza per raccoglierlo). Riattaccare il neonato al seno quando il latte ha cessato di uscire con forza. Alcuni neonati attendono pazientemente (oppure si staccano essi stessi dal seno per riprendere un istante dopo), ma altri si possono sentire molto frustrati. A volte si manifesta dopo poco un nuovo riflesso di emissione e bisogna staccare di nuovo il neonato dal seno.

    Þ Spremere un po’ di latte poco prima di attaccare il neonato al seno in modo da stimolare il primo riflesso di emissione che è generalmente il più violento. Ciò sarà particolarmente utile se il bambino dovesse irritarsi molto quando lo si stacca dal seno. In genere sarà sufficiente spremere il latte da un solo seno e lasciar colare il latte dall’altro seno mentre il bambino poppa.

    Þ Alcune madri trovano molto efficace attaccare il neonato al seno a orari ravvicinati (almeno ogni 2 ore). Intervalli brevi fra le poppate ridurranno la quantità di latte presente nei canali lattiferi, il che potrà far diminuire la pressione intramammaria e quindi la forza del riflesso di emissione.Per alcune madri, più frequentemente il neonato si attaccherà al seno, meno abbondante sarà il flusso del latte emesso.

    Þ Altre madri, al contrario, trovano molto più efficace distanziare le poppate (ogni 3 ore e mezza) oppure offrire un solo seno a ciascuna poppata.Benché ciò sia l’opposto di quanto spesso si consiglia alle madri, in questo caso potrà servire a diminuire la stimolazione mammaria, soprattutto se la madre ha una produzione di latte molto abbondante. La maggior parte delle madri penserà di non avere abbastanza latte, se i loro piccoli sono irrequieti durante la poppata e tra una poppata e l’altra, poiché questo è il principale timore di tutte le madri. Persino in presenza di un’accelerazione dell’aumento di peso dei loro bambini, esse potrebbero non rendersi conto di avere, al contrario, una produzione eccessiva di latte. Prima di dare distanziare le poppate, è tuttavia molto importante verificare la crescita ponderale, e pensare questa soluzione solo quando i bambini hanno una buona crescita, conoscere bene la legge della domanda e dell’offerta e sorvegliare la quantità di pannolini bagnati. Quando il bambino sarà nervoso e vorrà attaccarsi spesso al seno, potrà essere utile offrirgli lo stesso seno numerose volte di seguito anche per alcune ore. Se l’altro seno incomincia a ingorgarsi la mamma potrà spremerne un po’ per alleviare il fastidio, ma unicamente a questo scopo: il fine non è quello di svuotare il seno.

    Þ Far fare spesso il ruttino al bambino.Staccarlo spesso dal seno, soprattutto se è irrequieto mentre poppa o sembra in difficoltà ad inghiottire tutto il latte che arriva, e farlo ruttare per eliminare l’aria inghiottita. Massaggiargli il pancino e dargli piccole pacche sulla schiena.

    Þ Allattare il neonato appena si sveglia o quando è sul punto di svegliarsi o di addormentarsi. Sarà più calmo e disteso.Se non è troppo affamato, popperà con meno forza e il latte affluirà meno velocemente. Spesso le poppate notturne vanno meglio: il neonato succhia con più calma, ingerisce meno aria e si riaddormenta con più facilità. Durante la giornata conviene allattare in un ambiente tranquillo, lontano dal baccano dei giochi degli altri bambini (nei limiti del possibile!).

    Þ Variare le posizioni.Potrà andare meglio se il neonato viene attaccato al seno in una posizione che faciliti l’eliminazione del latte in eccesso. Se la madre è seduta, potrà sistemare il bambino in una posizione più verticale, inclinando il busto all’indietro o sistemandolo a cavalcioni sulle proprie ginocchia (procurandosi alcuni cuscini). Potrà allattare sdraiandosi sul fianco, oppure potrà sdraiarsi sulla schiena e sistemarsi il neonato prono su di lei, sull’addome o per traverso sul proprio petto (sostenendogli la fronte con una mano).

    Þ Sarebbe preferibile che la madre non spremesse regolarmente il latte dal senoperché questa stimolazione potrebbe aggravare la situazione. Se lo fa già, potrebbe smettere gradualmente. Allo stesso modo, l’uso regolare di dischetti per i capezzoli con lo scopo di raccogliere il latte può far persistere il problema a causa della stimolazione che provocano sul seno. Eliminare le coppette (utilizzando delle compresse per l’allattamento, dei fazzoletti, dei pezzetti di pannolini, di asciugamani, per assorbire il latte) potrebbe gradualmente migliorare la situazione.

     

    Dopo le prime settimane

    Quando il bebè cresce, alcuni dei problemi causati da un riflesso d'emissione troppo forte si attenuano. Altri, al contrario, possono divenire evidenti con il passare del tempo. Può succedere che la madre si accorga tardivamente che le cose non procedono bene sia perché il bambino non aveva troppe coliche sia perché le era stato detto che le coliche passavano col tempo. La madre può anche aver pensato fosse normale che il suo bambino soffocasse sotto la quantità di latte.

     

    Vissuto materno

    Þ Ho l'impressione che il mio bambino non ami più ciucciare e voglia svezzarsi.

    Þ Ho sempre meno latte.

    Þ Il mio bambino si rifiuta spesso di poppare.

    Þ Il mio bambino ha molte coliche, vomita spesso.

    Þ Ho le ragadi, ho i seni dolenti.

    Þ Il mio bambino non aumenta sufficientemente di peso.

    Þ Ho molte difficoltà a comprendere il comportamento del mio bambino, non so cosa vuole.

     

    Sintomi

    * Uno dei principali sintomi di questo periodo è che il bambino ciuccia male:

    * continua ad andargli di traverso il latte; tossisce e sputa il latte dappertutto;

    * può rifiutare il seno più o meno regolarmente, mettere in atto degli "scioperi del poppante";

    * può essere molto agitato durante la poppata, respingere il seno, colpirlo o morderlo;

    * può rifiutare di prendere più di un seno per poppata;

    * a volte, avendo imparato a considerare le poppate come esperienza stressante, ciuccia solo quando è affamato e unicamente per soddisfare la sua fame; preferirà succhiare il suo pollice o un suo sostituto qualsiasi per soddisfare il suo bisogno di suzione;

    * può anche ciucciare in modo scorretto, in modo da non stimolare il riflesso d'emissione o in modo che sia minimo, dato che quando ciuccia correttamente riceve troppo latte. Impara quindi a utilizzare la lingua, le gengive e le labbra in maniera anomala per poter controllare meglio il flusso del latte. Spesso, se la secrezione del latte materno cala, il bambino sarà più a suo agio nel poppare. Tuttavia può a volte succedere che non sappia più poppare in modo corretto o che sia talmente abituato ad avere molto latte senza sforzarsi da non provare neanche più a farlo efficacemente.

    * la madre può avere i seni dolenti a causa della suzione scorretta del bambino, se questi serra le gengive per limitare il flusso di latte.

    * I riflessi d'emissione possono rimanere sempre così forti; oppure possono essere sentiti molto meno dalla mamma, cosa di per sé normale, ma quando si presenta questa circostanza sarà opportuno verificare che non ci sia un abbassamento importante della secrezione lattea, soprattutto quando la mamma è passata da un riflesso molto forte a nessuna sensazione durante il riflesso e, in particolare se questo passaggio avviene in poco tempo. Questo può anche avvenire in modo graduale, cosicché la madre non si accorge di niente. La madre può considerare il cambiamento del ritmo delle poppate come un segno di miglioramento.

    * Il bebè soffre spesso di coliche violente. Può avere delle scariche schiumose e verdi e molta aria. Può rigurgitare molto latte.

    * Certi bambini continuano a prendere molto peso, e possono anche presentare disturbi caratteristici dovuti alla sovralimentazione. Ma, in alcune madri, si osserva più o meno rapidamente un abbassamento della secrezione lattea o una secrezione lattea con livelli che oscillano in maniera estremamente variabile. Questo andamento può indurre nel bambino un arresto della crescita staturo-ponderale dovuto al fatto che egli manda giù molta aria, che riceve pochissimo del 2° latte, che assorbe grandi quantità del primo latte poco calorico, e che distanzia le poppate. Questa debole crescita può non venire rilevata a causa del fatto che la sorveglianza medica è generalmente meno stretta dopo le prime settimane.

    * Il vissuto materno è poco gratificante. La madre può vivere in maniera negativa l'allattamento di questo bambino poco soddisfatto, e che le dà l'impressione di non amare né il suo latte, né le poppate. Di fronte ad un bambino "difficile", non è facile sentirsi competente, sviluppare il proprio istinto materno e imparare a riconoscere la causa dei pianti. La madre può anche avere dei problemi di abbigliamento soprattutto se ha troppo latte: può trovarsi "bagnata" in continuazione, cosa che può anche porre un problema a livello di coppia. Allattare in pubblico le sarà difficile: il latte cola dappertutto, deve avere l’asciugamano. Tutto questo potrà portare a uno svezzamento precoce, sia che il bambino non voglia più ciucciare, sia che la madre non sopporti più la difficile situazione.

     

    Bibliografia:

    · The effects of an overactive let-down reflex. F. Andrusiak, M. Larosa-Kuzenko. Lactation Consultant Series, Lactation Dep, LLLI 1987.
    · Experiences d'animatrices concernant le rèflex d'ejection trop fort. N. Bellot, MP Fredaigues 1994.
    · Le rèflex d'ejection violent: comment le détecteur et l'atténeur. D. Elkhoury, La Berceuse, sept 1990.
    · Overactive let-down: consequences & treatments. M. Jozwiak, Leaven sept-oct 1995.
    · Ainsi que les résultantes de l'enquete sur le vécu des mères ayant un réflexe d'ejection trop fort, menée pour le congrès national de LLL de 1994.

  • IN LAVORAZIONE...

    Nelle prime settimane, una posizione corretta sia della mamma che del bambino è molto importante per evitare dolori ai capezzoli e consentire al bambino di poppare bene. Le domande legate alle irritazioni ai capezzoli sono tra le più frequenti che le mamme rivolgono alle consulenti de La Leche League e la posizione e l'attacco corretto del bambino al seno contribuiscono a risolvere molti di questi problemi.
    Come avrai notato, questa pagina è piuttosto lunga. Le mamme allattano da sempre, ma come spesso accade, ci vogliono molte parole per descrivere compiti apparentemente semplici. Le consulenti de LLL hanno una grande esperienza nel guidare le mamme a trovare la posizione corretta.

    Se la preparazione all'allattamento ti sembra un'impresa difficilissima, contatta la Consulente più vicina per avere le informazioni e il sostegno necessari a rendere le cose più facili.

    Come trovare la posizione ideale

    Trova una posizione comoda per te, che assicuri un solido sostegno alla schiena, quindi appoggia in grembo dei cuscini per sostenere le braccia e posa i piedi su un poggiapiedi o su un grosso libro.

    Accosta il bambino a te, in modo tale che non debba girare la testa per arrivare al seno e abbia le anche flesse. La bocca e il naso devono essere rivolti verso il capezzolo.

    Se è possibile, chiedi a qualcuno che ti passi il bambino dopo aver trovato una posizione comoda. (Vedi altri dettagli nella sezione "Un passo avanti".)

    Sostieni il seno per evitare che prema sul mento del bambino, che deve essere ben appoggiato al seno. (Vedi oltre la sezione su "Come sostenere il seno".)

    Attacca il bambino al seno. Stimolalo ad aprire bene la bocca e avvicinalo a te sostenendogli la schiena (non la testa) e facendo in modo che il mento si appoggi bene al seno. Anche il suo nasino riuscirà a toccare il seno.

    E ora goditi questo momento!

    Se avverti dolore, stacca delicatamente il bambino e riprova. Nelle prime settimane, può essere necessario ripetere più volte questa sequenza. Con un po' di esercizio, e in sintonia con il tuo bambino, troverai la tecnica più adatta a voi. Man mano che acquisisci esperienza nell'allattamento, scoprirai molte posizioni alternative, che potrai utilizzare nelle diverse poppate. Purché tu sia comoda e il bambino riesca a succhiare bene, puoi scegliere la posizione che ti è più congeniale. Prova le quattro posizioni illustrate di seguito. Ricorda: indipendentemente dalla posizione, è molto importante portare il bambino alla stessa altezza del capezzolo. Se la posizione ti costringe a chinarti verso il bambino, rischi di provocare dolore alla schiena, stiramenti al collo o alle spalle o irritazioni ai capezzoli.

    La posizione tradizionale

    Questa posizione è la più usata dopo le prime settimane mentre all'inizio, la presa di transizione (vedi oltre) ti garantisce maggiore controllo.
    Quando allatti tenendo il bambino in braccio o in grembo, questi deve giacere sul fianco, con le spalle allineate alle anche e la bocca alla stessa altezza del capezzolo. Soprattutto nei primi tempi, è consigliabile usare uno o più cuscini per portare il bambino alla giusta altezza e allo stesso tempo sorreggere gomiti e avambracci.
    Sostieni il seno con le prese a "U" o a "C" descritte di seguito nella sezione "Come sostenere il seno".
    La testa del bambino appoggerà sul tuo avambraccio mentre la sua schiena si troverà tra l'avambraccio e il palmo della tua mano.
    Guardando verso il basso, vedrai il fianco del bambino. La sua bocca dovrebbe coprire almeno un centimetro dell'areola (la zona scura attorno al capezzolo). Verifica inoltre che l'orecchio, la spalla e le anche del bambino siano ben allineati.
    Nei primi giorni, la testa e il sederino del bambino devono infatti trovarsi alla stessa altezza.

    La presa di transizione

    Nel corso delle prime settimane, molte mamme trovano molto utile questa variante della posizione tradizionale. In questa posizione, il bambino è sostenuto da un cuscino che lo porta alla stessa altezza del capezzolo. Usa dei cuscini anche per sostenere gomiti e braccia, per non dover sorreggere il peso del bambino e non stancarti durante la poppata.
    Se ti stai preparando ad allattare con il seno sinistro, sostieni il seno con la mano sinistra usando la presa a "U". (V. oltre sezione "Come sostenere il seno".)
    Appoggia delicatamente la mano destra dietro alle orecchie e al collo del bambino, con indice e pollice dietro a ciascun orecchio. Il collo del bambino è quindi appoggiato tra il pollice, l'indice e il palmo della tua mano, che formano una specie di "secondo collo". Il palmo della tua mano si trova invece tra le scapole del bambino.
    Assicurati che fin dall'inizio la sua bocca sia molto vicina al capezzolo.
    Quando il bambino spalanca la bocca, spingilo verso di te con la mano destra.
    La bocca del bambino coprirà almeno un centimetro dell'areola.  

    La presa sottobraccio

    Questa posizione (nota anche come presa "da rugby") è ottima per una mamma che ha subito il parto cesareo, perché il bambino è lontano dalla ferita. La maggior parte dei bambini apprezza molto questa posizione, che è molto utile anche nel caso in cui la mamma abbia un forte riflesso di eiezione (o discesa), perché il bambino in questo modo riesce a gestire molto più facilmente il flusso di latte.
    Nella presa sottobraccio, sostieni la testa del bambino con la mano, mentre la sua schiena è appoggiata al tuo braccio, posto lungo il fianco, e con l'altra mano sostieni il seno con una presa a "C". (Vedi "Come sostenere il seno", più avanti.)
    Il volto del bambino si trova di fronte a te, con la bocca all'altezza del capezzolo.
    Il bambino ha le gambe e i piedini sotto al tuo braccio, con le anche flesse e le gambe allungate contro lo schienale a cui sei appoggiata, con le piante dei piedi rivolte al soffitto. (Questo gli impedisce di spingersi facendo forza contro lo schienale).
    Anche in questo caso, i cuscini possono aiutare a tenere il bambino nella posizione corretta.  

    Allattare sdraiate

    Molte mamme trovano che questa posizione sia molto comoda, soprattutto di notte.
    Mamma e bambino giacciono di fianco, l'una di fronte all'altro. Puoi mettere dei cuscini dietro la schiena e dietro o tra le ginocchia, per stare più comoda e un cuscino o una coperta ripiegata dietro la schiena del bambino per sorreggerlo ed evitare che rotoli sul fianco.
    Invece del cuscino, puoi anche reggere la schiena del bambino con il braccio. Se tiene le anche flesse e orecchio, spalla e fianco allineati, il bambino riuscirà a poppare più facilmente.
    Alcune mamme trovano che sia molto utile fare un po' di pratica con questa posizione durante il giorno.        

    Come sostenere il seno

    Mentre tieni il bambino in una delle posizioni descritte in precedenza, potresti aver bisogno di sorreggere il seno con la mano libera, evitando che il peso delle mammelle gravi sul mento del bambino e facilitandogli la poppata.

    La presa a "C": vedi sopra, l'illustrazione della posizione tradizionale e le foto a sinistra. Sostieni il seno mettendo sopra il pollice – ben lontano dall'areola – e le altre dita al di sotto. Le dita devono essere  tenute ben lontane anche dalla bocca del bambino. Questa presa è utile quando si sceglie la posizione sottobraccio o la  posizione tradizionale.

    La presa a "U": appoggia  le dita di piatto sotto al seno, con l'indice nella piega che si forma tra il seno e la cassa toracica. Lascia cadere il gomito in modo che il seno sia sostenuto tra il pollice e l'indice. Il pollice si troverà sul lato esterno del seno mentre le altre dita saranno sul lato interno. Questa presa è particolarmente utile quando si allatta nelle posizioni tradizionale e di transizione  

    Il bambino è attaccato bene?

    Al momento di attaccare il bambino, usa il capezzolo per solleticargli il labbro. Questo lo stimolerà ad aprire bene la bocca (come quando sbadiglia). Direziona il capezzolo verso il palato del bambino e avvicinalo a te facendo in modo che il mento si appoggi al seno.
    Come verificare che l'attacco del bambino sia corretto: il suo naso sfiora il seno ha le labbra ripiegate verso l'esterno la sua bocca copre almeno un centimetro della zona attorno alla base del capezzolo. Se l'attacco risulta scomodo o doloroso, inserisci delicatamente il dito nell'angolo della bocca del bambino per staccarlo e riprova.
    Quando si offre il seno al bambino, inizialmente succhierà senza deglutire, mentre posiziona il capezzolo in bocca e "segnala" al seno di essere pronto per l'emissione del latte.
    Non appena riceve il latte, vedrai mandibola e mascella in movimento, fino all'orecchio e gli vedrai fremere le tempie. Inoltre lo sentirai deglutire prima rapidamente, poi più lentamente, man mano che il suo appetito viene soddisfatto.  

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Ho sentito parlare della posizione semisdraiata, o a "stile libero". Che cos'è?

    La posizione semisdraiata, o STILE LIBERO, significa metterti comoda con il tuo bambino ed incoraggiare gli istinti naturali tuoi e del tuo bambino. Per maggiori informazioni visita il sito www.biologicalnurturing.com
     
    • Vestiti e vesti il tuo bambino come vuoi.
    • Scegli un letto od un divano dove puoi distenderti all’indietro con un buon sostegno, non sdraiata supina, ma comodamente semidistesa sulla schiena in modo che, quando porti il bambino al seno, la gravità lo tenga in posizione, col corpo aderente al tuo.
    • Con la testa e le spalle ben appoggiate, lascia che il bambino stia in contatto pancia-a-pancia con te.
    • Poiché sei semisdraiata all’indietro, il bambino può stare su di te in qualsiasi posizione vi piaccia. Controlla solo che tutta la parte davanti del bambino sia appoggiata contro di te.
    • Fai in modo che la guancia del bambino sia a contatto con il tuo seno nudo.
    • Sostieni oppure no il seno, come preferisci.
    • Aiutalo come ti sembra meglio; aiutalo a fare ciò che sta cercando di fare. Voi due siete una squadra.
    • Il bambino si sistema in una posizione che ricorda lo stile libero del nuotatore, ed è veramente libero, di muoversi come meglio crede senza che le mani o le braccia della mamma lo costringano premendogli la schiena. La sua bocca e il suo mento si posizionano in maniera fisiologica sul seno della mamma e solitamente questa posizione è di grande aiuto per le mamme che hanno dolore ai capezzoli.

     

    Rilassatevi e godetevi il piacere di stare insieme.

      

    da http://www.llli.org/faq/positioning.html

     

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • La produzione di latte è determinata dalla frequenza ed efficacia delle poppate.

    La suzione del bambino determina il rilascio da parte dell’ipofisi degli ormoni prolattina e ossitocina: il primo è coinvolto nella produzione di latte. Il secondo causa delle contrazioni muscolari all’interno del seno, che spremono il latte nei dotti lattiferi fino al capezzolo in modo che il bambino possa assumerlo (riflesso di emissione).
    L’ossitocina che attiva la “spremitura” degli alveoli, arricchisce il latte di grassi. È importante lasciare che il bambino si alimenti ad un seno fino a che non si stacca da solo, proprio perché sarà lui a deciderne la sazietà, per poi passare all’altro seno se ce n’è ancora bisogno.

    Ecco alcuni fattori che NON influiscono sulla produzione di latte e che sono vecchi miti:

    • bere molto, oltre al proprio senso di sete
    • “bere latte perché fa latte”
    • mangiare alimenti particolari
    • aspettare un determinato intervallo fra una poppata e l’altra

    Essi vengono ancora considerati utili quando in realtà il meccanismo di produzione è regolato esclusivamente dalla rimozione efficace e frequente del latte dal seno.

    Talvolta il riflesso di emissione del latte è inibito da eventi stressanti, che bloccano l'ossitocina e quindi non facilitano la fuoriuscita di latte. Possono essere dei forti spaventi, dei lutti, degli attacchi di rabbia, o momenti di estrema preoccupazione, di dolore fisico o anche di forte stanchezza. Per questo si sente dire che uno spavento "fa andare via il latte": in realtà il latte non sparisce definitivamente, semplicemente non riesce ad uscire perché, in qualche modo è momentaneamente "bloccato" dagli ormoni.

    Per uscire da questa situazione è importante attaccare comunque il bambino al seno, trovare dei momenti sereni per mamma e bimbo, cercare di riposare e rilassarsi il più possibile per permettere al latte di uscire con più facilità. Questo permetterà di non diminuire il latte prodotto e proseguire con l’allattamento.

    Puoi approfondire tutti gli aspetti dell’anatomia del seno al lavoro in questo articolo Anatomia di un seno al lavoro.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.